martedì 1 marzo 2016

INQUINAMENTO: CHE ARIA TIRA NEL SUD EUROPA?

Si è svolta oggi giovedì 25 febbraio, a Firenze, la conferenza di presentazione dei risultati del progetto europeo AIRUSE, dedicato all’inquinamento da particolato atmosferico nelle grandi città del Vecchio Continente e che coinvolge i ricercatori di sette istituzioni europee fra cui l’Università di Firenze e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare che ha contribuito alle indagini sfruttando l’acceleratore di particelle del laboratorio LABEC della Sezione INFN di Firenze.

Obiettivo del progetto identificare le sorgenti del particolato, testare alcune misure di mitigazione e quindi suggerire efficaci strategie per ridurre il particolato nelle città del Sud Europa dove la scarsità di precipitazioni, rispetto al Nord, fa sì che l’atmosfera non si ripulisca e che le particelle rimangano a lungo in sospensione.
Per tre anni i team partecipanti al progetto - guidato dal Centro Nazionale delle Ricerche spagnolo e dall’Instituto de Diagnóstico Ambiental y Estudios del Agua (IDAEA) di Barcellona e finanziato dal programma europeo LIFE+ 2011- hanno campionato e analizzato con tecniche chimico-fisiche la qualità dell’aria di Atene, Barcellona, Porto, Milano e Firenze.
I risultati ottenuti indicano che le sorgenti che provocano maggiormente l’inquinamento atmosferico sono il traffico, le industrie, le emissioni portuali e navali, le opere edilizie, la polvere locale o proveniente dal Sahara, lo spray marino, le attività legate all’agricoltura e all’allevamento, le combustioni (in particolare di biomasse). Inoltre emerge chiaramente che una parte delle polveri (aerosol secondario) si forma in atmosfera a partire da inquinanti di tipo gassoso, emessi anche a notevole distanza dal sito di campionamento.
“Nel caso di Firenze, il traffico stradale (sia come emissioni dirette dal tubo di scappamento che indirette) è la principale fonte di particelle nell'aria” commenta Franco Lucarelli, responsabile del LABEC della Sezione INFN di Firenze e coordinatore italiano del progetto – “ Non è a tutti noto però che anche la combustione di biomassa è una fonte importante di particolato, analogamente a quanto accade a Milano, ma non a Barcellona, dove il riscaldamento residenziale alimentato a biomasse è assente. Nei periodi di maggiore inquinamento questa sorgente dà un contributo paragonabile a quello del traffico".
Eleonora Cossi
INFN - Press Office

mercoledì 24 febbraio 2016

IMPATTO AMBIENTALE ZERO? IN GIAPPONE È GIÀ REALTÀ

Come cambierebbe la nostra vita quotidiana se riciclassimo fino all’80% dei rifiuti prodotti nelle nostre città? I cittadini di un piccolo paese sulle montagne dell’Isola di Shikoku (a sud-ovest del Giappone), Kamikatsu hanno cambiato le loro abitudini ma in dodici anni sono arrivati a riciclare quasi tutti i rifiuti prodotti, accingendosi ad essere la prima comunità a rifiuti zero, entro il 2020.

 

  
I 1.700 abitanti di questa cittadina devono lavare, separare e portare nei centri di riciclaggio i rifiuti. Inizialmente, non è stato semplice integrare questa complessa pratica di salvaguarda dell’ambiente con le faccende di vita quotidiana, giacché si tratta di classificare i materiali in 34 categorie differenti. Per esempio, si separano diversi tipi di carta, come riviste, giornali, cartone, etc oppure i tappi dalle bottiglie ma oltre al riciclaggio, c’è in atto un efficiente processo di compostaggio per i rifiuti organici.
  



Oltre all’attenzione riposta al riciclaggio, Kamikatsu incoraggia anche il riutilizzo di materiale in disuso, come cappelli, borse, vestiti, bambole, etc che nel negozio “kuru-kuru” (circolare in giapponese) riprendono anima, grazie al laboratorio che rivaluta e riadatta questi oggetti.
Questa rivoluzione ecologica della città è stata organizzata e viene gestita da un’associazione no-profit, “Zero Waste Accademy” e il centro di riciclaggio viene visitato da studenti e organizzazioni internazionali (2.500 visitatori l’anno a partire dal 2014). Questa associazione ha sedi in molte parti del mondo, per chiunque fosse interessato a questo progetto, consultare il sito www.zerowasteinstitute.org.

Fino al 2003 questa città smaltiva i rifiuti in un inceneritore a cielo aperto, pratica dannosa sia per l’ambiente sia per la salute della popolazione. Anche se inizialmente i cittadini hanno trovato difficile districarsi tra le rigide e articolate regole imposte, ora, il suo obiettivo è raggiungere il 100% di smaltimento ecologico del materiale. Per raggiungere questo traguardo, il passo successivo sarà quello di evitare del tutto la produzione di rifiuti, coinvolgendo nel processo anche le realtà lavorative, oltre che i singoli.
Seppur Kamikatsu è stata il simbolo mediatico di questa nuova visione concreta di impatto ambientale zero, anche altre città nel mondo stanno portando avanti delle politiche di riciclaggio molto simili, come Berkeley in California con quasi l’80% e San Francisco con il 70% di materiale di scarto riciclato.

Susanna Villa su Gravità Zero 

martedì 23 febbraio 2016

FESTIVAL DEL GIORNALISMO ALIMENTARE

A Torino, 25-27 FEBBRAIO presso la Cavallerizza Reale in Via Verdi 9


Api Torino, l'Associazione delle Piccole e Medie Imprese dell'area metropolitana di Torino ci comunica che è prevista dal 25 al 27 febbraio prossimi la prima edizione del “Festival del giornalismo alimentare”, un evento nazionale che metterà sotto esame i rapporti fra comunicazione, giornalismo, consumo e produzione alimentare in tutti i suoi molteplici aspetti.
Fra i temi toccati anche la questione dell’etichettatura, la corretta modalità di informazione nei confronti dei consumatori e dell’infanzia, la percezione della sicurezza alimentare.
All’evento inaugurale “Quali politiche alimentari dopo Expo”, prende parte anche il Presidente di Unionalimentari API Torino, Mattia Pariani. SCARICA LA LOCANDINA CON GLI APPUNTAMENTI 

mercoledì 17 febbraio 2016

SOSPENDERE SCHENGEN? EUROPA ED EUROPEI A RISCHIO

Domani giovedì 18 febbraio alle 10.00, presso l’Aula D1 del Campus Luigi Einaudi (Lungo Dora Siena 100), si svolge l’incontro ‘SOSPENDERE SCHENGEN? Europa ed europei a rischio’, organizzato dal Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino.

Campus Luigi Einaudi  - Università di Torino
Campus Luigi Einaudi  - Università di Torino 
In questi giorni in Europa si sta dibattendo sulla possibilità di sospendere il trattato di Schengen che finora aveva garantito la libera circolazione dei cittadini europei all’interno del suo spazio dando sostanza al processo di integrazione.
Le motivazioni avanzate per invocare la restrizione del trattato sono differenti tra Stato e Stato. 
C’è chi lo chiede in nome della sicurezza nazionale, chi per arginare il problema dei rifugiati, chi invece per ripristinare una sovranità interna ceduta a fatica nel corso degli anni. Quale che sia la ragione, l’eventualità che venga sospeso mette a serio rischio il progetto europeo più di quanto si possa immaginare. Per gli europei, che vedono così ristretto lo spazio dei propri diritti, ma anche per i cittadini extra europei, che giungono in Europa per cercare lavoro o salvezza dalle ormai molte situazioni di rischio e che cercano in Europa la libertà e la solidarietà su cui si fonda il suo progetto.

Il Dipartimento di Culture, Politica e Società (CPS) è sensibile a questo tema e intende contribuire a elaborarlo avendo al suo interno studiosi che da punti di vista differenti stanno problematizzando la complessità dei rapporti interni ed esterni all’Europa. Da un anno si è costituito il centro TO-EU che raccoglie intorno a sé una tradizione di studio sulle questioni europee, si sono siglate convenzioni con le istituzioni europee, si sono avviati progetti di ricerca e potenziate iniziative formative.
Con questo primo incontro il CPS intende avviare una serie di iniziative rivolte, oltre che agli studenti, a chi contribuisce a formare il dibattito pubblico – giornalisti e insegnanti in primo luogo – per restituire alla Città i prodotti della ricerca e del lavoro intellettuale, promuovendo uno spazio pubblico di confronto allargato sui temi più urgenti al centro dell’attualità.

sabato 13 febbraio 2016

LA SCIENZA DEI RIFIUTI: RICICLARE, GESTIRE E SMALTIRE GLI SCARTI

Dove vanno a finire i nostri rifiuti? Immagino che siate convinti di saperlo. Lo ammetto, anch'io ne ero convinta. Mi sono infatti chiesta che cosa ci fosse ancora da sapere sulla raccolta

differenziata. Ma ho ugualmente letto l'opera di Mario Grosso e Maria Chiara Montani, edita da ZanichelliHo scoperto che mi sbagliavo.

Leggendo questo libro agile e di facile comprensione ho capito che ci sono davvero tante cose su raccolta differenziaLA SCIENZA DEI RIFIUTI: RICICLARE, GESTIRE E SMALTIRE GLI SCARTIAlmeno non lo sanno le persone comuni come me, che fanno la raccolta differenziata. Superato il primo capitolo, che contiene le informazioni che tutti sanno, da lì in avanti ci sono ben 7 capitoli pieni di nuove conoscenze.

Mica sapevo quanto è utile il potere calorico della plastica di bassa qualità, quella degli imballaggi per intenderci, e che se si vive in una città che ha un termovalorizzatore è meglio metterla nell'indifferenziato! Mica sapevo come funziona un termovalorizzatore e di quanto sia basso il suo impatto ambientale, soprattutto in Italia! Mica sapevo di avere nell'indifferenziato una piccola miniera di metalli! Mica sapevo che esistono paesi tanto virtuosi nel produrre pochi rifiuti, da avere bisogno di importarli da altri stati! Mica sapevo che le miniere di sale sono degli ottimi magazzini per i rifiuti tossici e che contribuiscono ad evitare il crollo delle gallerie! In 150 pagine gli autori Mario Grosso e Maria Chiara Montani hanno racchiuso un concentrato di informazioni davvero utili e sconosciute.

Luigina Pugno 
Su Gravità Zero

venerdì 22 gennaio 2016

MINISTRO GALLETTI: DA UNESCO GRANDE CHANCE AL PARTO DEL DELTA DEL PO

Il ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti, a Rovigo per l'incontro «Delta del Po, riserva biosfera dell'Unesco» ha fatto alcuen dichiarazioni sul problema delle trivellazioni in Adriatico : «Il riconoscimento Mab Unesco al parco del Delta del Po è frutto di un gioco di squadra tra ministero, istituzioni, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e cittadini: siamo stati capaci di valorizzare la storia, la cultura e il riconoscimento dell'Unesco è importante per far crescere la zona, a livello economico e turistico, ma bisogna continuare a lavorare assieme». 

Antonio Fago con il Ministro Gianluca Galletti
Il ministro ha poi ricordato che ci sono delle norme «che regolano le trivellazioni che oggi sono vietate entro le 12 miglia. Stiamo parlando quindi di trivellazioni al largo che non hanno nessun impatto sul territorio e poi abbiamo lo standard di sicurezza più elevato in Europa. Oggi il problema non c'è, la polemica è sul nulla». Sul problema dello smog e segnatamente delle polveri sottili, ha rilevato che c'è «Un tavolo tra regioni e ministero istituito a livello nazionale, un tavolo di approfondimento dal quale è emerso che abbiamo risorse da spendere, quindi continueremo a fare un percorso assieme per diminuire il problema».

giovedì 21 gennaio 2016

APPLE INVESTE IN ITALIA: A NAPOLI IL PRIMO CENTRO DI SVILUPPO EUROPEO

È il secondo big della digital economy che annuncia di investire in Italia in pochi giorni, dopo Cisco (ne abbiamo parlato proprio ieri qui) che ha deciso di investire 100 milioni per la digitalizzazione del paese, partendo dalle startup. L'Italia si muove! 

Quando era venuto in Italia a ottobre, il numero uno di Apple Tim Cook (qui la nostra notizia) aveva lodato l’Italia, «un Paese che ha dimostrato come l’eccellenza significhi fare meglio e non necessariamente produrre di più». Forse anche per questo Apple ha annunciato il primo investimento nel nostro Paese che esula dalla propria filiale milanese e dalle rete commerciale: l’azienda di Cupertino farà nascere il Centro di Sviluppo App iOS d’Europa proprio a Napoli, per fornire agli studenti competenze pratiche e formazione sullo sviluppo di app iOS per l’ecosistema di app più innovativo e vivace al mondo. 
Il Centro di Sviluppo App iOS, sarà situato in un' istituzione partner a Napoli, sosterrà gli insegnanti e fornirà un indirizzo specialistico preparando migliaia di futuri sviluppatori a far parte della fiorente comunità di sviluppatori Apple. Inoltre, Apple lavorerà con partner in tutta Italia che forniscono formazione per sviluppatori per completare questo curriculum e creare ulteriori opportunità per gli studenti. Apple prevede di ampliare questo programma estendendolo ad altri paesi a livello mondiale.
"L'Europa è la patria di alcuni degli sviluppatori più creativi al mondo e siamo entusiasti di aiutare la prossima generazione di imprenditori in Italia ad acquisire le competenze necessarie per avere successo", ha affermato Tim Cook, CEO di Apple. "Il fenomenale successo dell'App Store è una delle forze trainanti dietro gli oltre 1,4 milioni di posti di lavoro che Apple ha creato in Europa e presenta opportunità illimitate per le persone di tutte le età e aziende di ogni dimensione in tutto il continente."
Apple è un potente motore di crescita in tutta Europa e l'ecosistema dell'azienda ora supporta oltre 1,4 milioni di posti di lavoro, tra cui 1,2 milioni attribuibili alla comunità di creatori di app, ingegneri software e imprenditori che creano app per iOS, così come lavori non legati alla tecnologia sostenuti direttamente e indirettamente dall’app economy.*
La crescita senza precedenti di App Store ha aiutato gli sviluppatori in Europa a guadagnare oltre 10,2 miliardi di euro dalla vendita delle loro app in tutto il mondo.
In Italia, oltre 75.000 posti di lavoro sono attribuibili all’App Store e la comunità degli sviluppatori è vivace. IK Multimedia ha lanciato la sua prima app nel 2009 e da allora ha avuto oltre 25 milioni di download. Musement, lanciata nel 2013, è ora disponibile in sette lingue e 300 città in 50 paesi, rendendo facile per le persone prenotare viaggi ed escursioni in mobilità.
Roberto Macina, CEO e fondatore di Qurami, ha detto: “Apple è costantemente all’avanguardia dell’innovazione e questo ci sprona a creare la migliore esperienza mobile, capace di rendere la vita più facile ai nostri clienti. L’ecosistema Apple è il centro attorno a cui ruota il nostro lavoro, e, potendo creare codice per tutti i sistemi operativi Apple, è bastato davvero poco per portare Qurami su ogni dispositivo: iPhone, iPad e Apple Watch."
Migliaia di aziende si stanno espandendo grazie al loro lavoro con Apple, che supporta centinaia di migliaia di posti di lavoro nelle piccole e grandi comunità in tutta Europa. Laboratorio Elettrofisico con sede a Milano costruisce alcune delle più sofisticate apparecchiature di magnetizzazione al mondo e la loro tecnologia consente alcune delle caratteristiche magnetiche all'avanguardia nel settore che si trovano nei prodotti Apple. Apple lavora inoltre con i principali produttori europei di MEMS (Micro-Electro-Mechanical Systems), che creano microscopici componenti che rappresentano il cuore di alcuni incredibili sensori e tecnologie audio all’interno dei dispositivi iOS.
*Stima sull’impatto occupazionale basata sulla ricerca del Dr. Michael Mandel, Progressive Policy Institute. "App Economy Jobs in Europa”, 21 gennaio 2016
Apple ha rivoluzionato la tecnologia personale con l'introduzione del Macintosh nel 1984. Ancora oggi Apple guida il mondo dell'innovazione con iPhone, iPad, Mac e Apple Watch. Le tre piattaforme software di Apple - iOS, OS X e watchOS - forniscono un'esperienza fluida e continua su tutti i dispositivi Apple e offrono alle persone servizi innovativi, tra cui App Store, Apple Music, Apple Pay e iCloud. I 100.000 dipendenti Apple si impegnano per realizzare i migliori prodotti sul pianeta, e lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato.
Per saperne di più su “Apple e la creazione di lavoro in Europa” visita http://www.apple.com/it/job-creation/
Fonte: Apple Italia