sabato 7 novembre 2015

CARDINALE SEPE: "MEA CULPA" SCATTA SOLO DOPO UN DISASTRO AMBIENTALE

Quando esaminiamo a monte scopriamo che c'è stata trascuratezza. Antonio Fago riprende le parole dell'arcivescovo spiegando come tutti possiamo fare qualcosa volontariamente grazie all'associazionismo.

Da sin. il Cardinale Crescenzo Sepe e Antonio Fago, Vicepresidente Sorella Natura












Napoli, "Noi facciamo il mea culpa dopo che avvengono certi fenomeni". A sottolinearlo il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, riferendosi ai dissesti idrogeologici e ai drammatici fenomeni alluvionali che hanno riguardato alcune zone italiane, non ultima il Sannio flagellato le scorse settimane dal maltempo.

Gian Luca Galletti
Il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti all'evento organizzato da Sorella Natura
L'arcivescovo ha parlato a margine di un convegno promosso dalla diocesi di Napoli, in collaborazione con l'associazione "Sorella Natura" sull'enciclica "Laudato si" e al quale ha preso parte il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti. "Quando esaminiamo a monte, scopriamo che c'è stata sempre una certa trascuratezza e, quindi, un coinvolgimento etico e morale di chi dovrebbe salvaguardare l'ambiente per evitare questi disastri e - ha concluso il cardinale - la morte di tante persone".


Antonio Fago, vicepresidente della Fondazione Sorella natura concorda con le parole dell'arcivescovo.

L’obiettivo che le amministrazioni in collaborazione con l'industria dovrebbero perseguire - commenta Fago - è l’eliminazione o la riduzione degli effetti negativi sull’ambiente nella produzione industriale, attraverso una progettazione attenta alle tematiche ambientali. Attraverso l’utilizzo di risorse, materiali e processi produttivi rinnovabili, si ottiene un minor impatto nell’ambiente naturale". "Tutti possiamo fare qualcosa volontariamente: per questo è nata l'Associazione Internazionale Volontari Amici del Creato e le Guardie ecologiche amiche del creato". 

mercoledì 4 novembre 2015

LA NUOVA SFIDA DELL'INDUSTRIA ALIMENTARE: LA TRASFORMAZIONE DEI RIFIUTI IN NUOVI PRODOTTI

L´innovazione nel campo dell´industria alimentare . un gigante che in Europa vale mille miliardi di euro di fatturato, 134 miliardi di euro in Italia . fa rima con green economy e sostenibilità ambientale. Questo il senso dell´importante convegno che si è tenuto oggi ad Ecomondo, dal titolo ´Verso una catena alimentare a zero rifiuti: tecnologie abilitanti per la sostenibilità dell´industria alimentare e la gestione dei rifiuti in una prospettiva di economia circolare´. 
Il convegno - curato da Unibo, Confagricoltura, Atia-Iswa Italia ITALIA, Cluster Tecnologico nazionale Agro-Food Consorzio Italiano Compostatori e Comitato tecnico Scientifico di Ecomondo -, ha offerto l´occasione per fare il punto sulla nuova sfida che attende oggi il settore dell´agroindustria: quella di una riconversione mirata a ridurre ogni forma di spreco, a cominciare da quello delle materie prime, lungo l´intero percorso della filiera. L´obiettivo è quello di reimmettere nella filiera gran parte di quello che oggi viene invece scartato come rifiuto (si parla di perdite intorno al 40%), trasformandolo in nuovi prodotti del circuito alimentare (ad esempio mangimi) piuttosto che in materiali destinati al percorso della cosiddetta chimica verde (bioraffinerie).
Leggi anche
A TORINO OLTRE 300 TONNELLATE DI CO2 ALL'ANNO IN MENO IN ATMOSFERA


E´ quello che il professor Fabio Fava, coordinatore scientifico di Ecomondo, ha definito il ´percorso nobile´ lungo il quale è doveroso oggi incamminarsi. ´C´è molto da fare per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità della filiera e della valorizzazione dei rifiuti´, ha scandito durante il convegno il professor Fabio Fava. Ma il cammino, anche in Italia . dove operano circa 55mila aziende, per lo più di piccole dimensioni (solo il 12% ha più di 9 addetti) - è avviato. La conferma è arrivata anche dal responsabile di Confagricoltura Ezio Veggia, che ha sottolineato la necessità di creare ´reti di impresa´ per la condivisione, ad esempio, di tecnologia. Non mancano le esperienze innovative, come il progetto di ´agricoltura di precisione´ che in Umbria si avvale anche di sistemi geosatellitari e di droni per la riduzione degli sprechi.

L´OCSE AD ECOMONDO PER FARE IL PUNTO SUL FUTURO DELLE BIORAFFINERIE MULTI-PURPOSE
E´ la nuova frontiera del recupero dei rifiuti organici: la loro trasformazione in sottoprodotti (prodotti chimici, biogas....) attraverso il sistema delle bioraffinerie. Una punta avanzata della cosiddetta economia circolare di cui si è discusso oggi ad Ecomondo nell´ambito del convegno, promosso dall´Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), dal titolo ´Il recupero e la valorizzazione dei rifiuti organici nelle bioraffinerie multi-purpose´. La necessità di fare il punto sulle opportunità e le problematiche (da quelle finanziarie a quelle legislative, passando per quelle logistiche) legate allo sviluppo delle bioraffinerie era proprio uno dei motivi che ha spinto l´Ocse ad organizzare l´evento che si è tenuto a Rimini Fiera. L´organizzazione internazionale, infatti, sta da tempo studiando, all´interno di propri gruppi di lavoro, questo importante settore della green economy, con l´obiettivo di tradurre in indirizzi politici e raccomandazioni il risultato dei propri studi. Da questo punto di vista sono risultati ´importantissimi i feedback ricevuti dai relatori e dai rappresentanti delle imprese intervenuti qui in fiera´, ha riferito, a margine del convegno, Peter Schintlmesiter, ministro austriaco (Scienza, Ricerca ed Economia) nonché presidente del gruppo di esperti della Commissione europea per i prodotti a base biologica, presidente della Task Force di Biotecnologie Industriali dell´OCSE e vice-presidente del gruppo di lavoro dell´OCSE sulla biotecnologia.

martedì 3 novembre 2015

HERA RILANCIA SULL'EFFICIENZA ENERGETICA: È IL PROPULSORE DEL FUTURO

L’energia migliore? È quella che non si consuma, semplicemente riuscendo a fare meglio quello che già si faceva prima, risparmiando grazie a un’ottimizzazione della gestione energetica. In questa frase potrebbe riassumersi il concetto di efficienza energetica, a cui Hera ha dedicato la prima edizione del Report “Valore all’energia”, presentato oggi a Ecomondo.

2007-2018: oltre 313 mila tep risparmiate pari al consumo di 200 mila famiglie
L’impegno di Hera nell’efficienza energetica parte da lontano, con interventi mirati che sin dal 2007 sono stati indirizzati a favore di clienti residenziali e aziende. Da subito, cioè, l’azione di Hera sul fronte dell’efficienza energetica ha voluto caratterizzarsi in senso inclusivo, coinvolgendo cittadini, enti e imprese in una missione comune: garantire la crescita del territorio consumando meno energia, per risparmiare denaro e tutelare l’ambiente. 69, in particolare, sono i progetti messi in campo con il supporto di Hera presso altre aziende del settore terziario e industriale che corrispondono a un risparmio di 212.644 tep.

Ma Hera non si è limitata a questo. Oltre a mettere a disposizione del territorio le proprie competenze e la propria capacità d’investimento, la multiutility ha infatti deciso di dare l’esempio, lavorando in modo particolare sui comportamenti dei propri dipendenti e sui propri impianti, in modo tale da contenerne i consumi e renderne più efficiente il funzionamento. Dopo aver ottenuto nel dicembre 2014 la certificazione ISO 50001 per l’uso efficiente delle proprie risorse energetiche, Hera ha subito rilanciato con l’obiettivo di ridurre ancora i propri consumi annui abbattendoli del 3% rispetto a quelli misurati nel 2013. Per conseguire questo importante obiettivo, sono stati individuati 66 interventi, 2/3 dei quali già realizzati, che sommati alle altre iniziative intraprese negli ultimi 8 anni permetteranno al sistema territoriale di raggiungere il 2018 avendo risparmiato, complessivamente, 313 mila tep, pari ai consumi di 200 mila famiglie.

Grazie ai numerosi progetti di efficientamento energetico intrapresi nei vari settori, Hera si è attestata al primo posto – fra le utility italiane – per numero di progetti di risparmio energetico a consuntivo approvati a livello nazionale dal Gestore Servizi Energetici (GSE), nel periodo dal 2005 al 2012. Un’azione – dunque – sistemica e responsabile, che recepisce gli indirizzi tracciati dall’Unione Europea e gli sforzi dell’Italia di calarli nella realtà locale, trasformandoli in fattori di sviluppo sostenibile per tutto il territorio.

Venier: “L’energia più rinnovabile di tutte? È quella che risparmiamo”
“Siamo la prima multiutility italiana a presentare un report di questo tipo, perché siamo estremamente consapevoli del valore, in prospettiva, del risparmio energetico – commenta Stefano Venier, Amministratore Delegato del Gruppo Hera - che infatti è l’energia più rinnovabile fra quelle che abbiamo a disposizione e, soprattutto, è a costo zero, rappresentando dunque il vero propulsore del futuro. Siamo impegnati da sempre nella promozione di interventi volti all’ottimizzazione del consumo energetico di cittadini e imprese, incluso il nostro. Per questo, dal 2006 ad oggi, abbiamo stipulato circa 70 protocolli d’intesa con aziende e associazioni di categoria e i risultati che consuntiviamo, a 8 anni dall’avvio, sono di livello assoluto su scala nazionale.”

“Valore all’energia” arricchisce la collana dei report di Hera dedicati alla sostenibilità, nella quale sono già presenti “Sulle tracce dei rifiuti”, il report sulla filiera del riciclo giunto quest’anno alla 6° edizione, e “In Buone Acque”, che per il 7° anno consecutivo presenta i dati sulla buona qualità dell’acqua nei territori in cui il servizio idrico è gestito da Hera.
Hera rilancia sull’efficienza energetica: “è il propulsore del futuro”
Abbattere i consumi energetici per risparmiare e tutelare l’ambiente, facendo squadra con cittadini e aziende per uno sviluppo sostenibile, nell’interesse delle future generazioni. È il consuntivo di 8 anni di lavoro che il Gruppo Hera presenta a Ecomondo nella prima edizione del report “Valore all’energia”.

LINK UTILI

Scarica il Report 
Valore all’energia
Scarica il Report 
Sulle tracce dei rifiuti www.gruppohera.it/sulletraccedeirifiuti
Scarica il Report 
In Buone Acque www.gruppohera.it/inbuoneacque
Naviga on line il Bilancio di Sostenibilità di Hera bs.gruppohera.it
Scopri come risparmiare sulla bolletta di casa
http://www.gruppohera.it/clienti/casa/consigli_risparmio_energetico/328.html


MULTIMEDIA

• Foto rifiuti plastica
• Foto lattine pressate

domenica 1 novembre 2015

PREMIO AIFIn BANCA E TERRITORIO

Le migliori esperienze di responsabilità sociale d'impresa nel settore bancario. I vincitori della nona edizione del Premio AIFIn “Banca e Territorio”. L’evento ha ricevuto il patrocinio di ANCI, del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
 

Le banche del territorio ribadiscono ancora una volta il loro legame con le comunità locali favorendo lo sviluppo economico, sociale e civile dei territori in cui operano. Il premio "Banca e Territorio", promosso da AIFIn - Associazione Italiana Financial Innovation - fornisce una indicazione qualitativa di come le singole banche interpretano il concetto di Responsabilità Sociale d’Impresa.  Tra i progetti partecipanti al premio possiamo evidenziare quelli promossi e realizzati dalle banche vincitrici che hanno:

• sostenuto progetti di carattere sociale con il volontariato d’impresa che ha permesso a personale dipendente della banca, durante l'orario di lavoro, di potersi impegnare in attività di volontariato quali ad esempio l'erogazione di pasti presso mense di poveri, la raccolta e lo smistamento di giocattoli usati o l'intrattenimento di anziani presso centri diurni;
• favorito lo sviluppo locale attraverso la formazione di profili professionali specializzati che possano operare nell’ambito religioso con attività artistiche, artigianali o con servizi turistici al fine di salvaguardare il patrimonio artistico e culturale del territorio e offrendo nuove prospettive occupazionali ai giovani;
• promosso un percorso di educazione finanziaria avvicinando e sensibilizzando gli alunni delle scuole elementari del territorio alla conoscenza e all’utilizzo consapevole del denaro, permettendo di familiarizzare con argomenti come risparmio ed investimenti;
• incoraggiato e valorizzato il talento dei clienti, facendo emergere la loro creatività attraverso la comunicazione visiva con immagini fotografiche che rappresentato il territorio in cui opera la Banca;
• sostenuto le tematiche “green” attraverso l'emissione di una carta di pagamento riciclabile che consente ai clienti, attraverso lo spending, di accumulare punti che permetteranno di realizzare delle aree verdi in zone urbane oltre ad accedere ad un catalogo dedicato prodotti e servizi "bio";
• migliorato la comunicazione sulla Responsabilità Sociale d'Impresa della banca inserendo nel Bilancio Sociale una rielaborazione del piano industriale che includa gli impatti per gli stakeholders.

Il Premio AIFIn “Banca e Territorio” è divenuto negli anni un osservatorio indipendente di riferimento che analizza le best practice sul tema della Responsabilità Sociale d’Impresa nel settore bancario.
Alla nona edizione del Premio hanno partecipato 17 banche con 42 progetti.

L’evento ha ricevuto il patrocinio di ANCI, del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.