sabato 28 novembre 2015

PRIMO DICEMBRE: A TBIZ CONFERENCE IL SUD DA CONOSCERE

NAPOLI. Un Sud Italia fuori dai soliti schemi, alla TBIZ Conference si raccontano buone notizie e belle storie come quella del Polo per l'internazionalizzazione delle imprese abruzzesi, un network di cento aziende che insieme stanno approcciando i mercati esteri. 

Notevole è anche la storia di Gematica, un'azienda nata nell'Incubatore di Città della Scienza che oggi fornisce infrastrutture di telecomunicazioni alle metro di Stoccolma, Copenaghen e Taipei. Da conoscere è anche EnviroNET, un sistema innovativo per il monitoraggio delle qualità dell’aria nato in seno all'Università Parthenope.

Alla TBIZ Conference ci sarà anche Sòphia High Tech, ammessa da Invitalia alle agevolazioni Smart&Start, l’unica società in Italia che progetta e produce attrezzature per lo svolgimento di test su auto e velivoli per renderli più leggeri e performanti. Molto interessante è il percorso di Bit4id che con il suo Digital DNA è ormai una realtà internazionale nel settore della sicurezza informatica.

A TBIZ Conference sarà presente un desk informativo di Sviluppo Campania sul bando “Intervento straordinario per la competitività”, dalla Regione l’ultima opportunità dell'anno per le PMI Campane per accedere al credito agevolato. Sprint Campania, sportello regionale per l’internazionalizzazione delle imprese, presterà durante la Conference consulenza gratuita in materia di internazionalizzazione con il supporto di ICE Agenzia.

Nel 2014 è nata TBIZ Conference, una iniziativa di animazione territoriale di carattere economico e tecnologico volta a favorire la divulgazione scientifica, promuovere la cultura dell’innovazione, stimolare la nascita di start-up, incentivare le imprese del territorio a sviluppare collaborazioni nazionali ed estere. Una serata dove gli speaker parlano di Economia, Impresa, Ricerca e dove si raccontano storie di Persone da conoscere.

mercoledì 25 novembre 2015

NON SPOSARE UN UOMO VIOLENTO: GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

RICONOSCI LA VIOLENZA 

 

In occasione del 25 novembre, Giornata mondiale per l'eliminazione della violenza contro le donne indetta dall'ONU, il Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio ha adottato la campagna “Riconosci la violenza”.

La campagna è stata realizzata gratuitamente da un gruppo di professioniste da sempre impegnate su questi temi.
Il significato è chiaro: le donne devono trovare il coraggio di abbandonare la maschera forzata di accettazione e accondiscendenza che spesso vengono costrette ad indossare, devono uscire dal finto abbraccio protettivo dei loro compagni violenti, e capire con chi hanno a che fare già alla prima avvisaglia di violenza. È un invito a guardare meglio, più lucidamente, chi si ha accanto. Ogni immagine è accompagnata poi da diversi titoli che nella loro semplicità mirano a fornire consigli concreti su come prevenire e reagire di fronte ai primi segni di violenza.

Questi sono i titoli:
  • “Hai un solo modo per cambiare un fidanzato violento. Cambiare fidanzato”. 
  • “Non sposare un uomo violento. I bambini imparano in fretta”. 
  • “Un violento non merita il tuo amore. Merita una denuncia”. 
  • “Gli schiaffi sono schiaffi. Scambiarli per amore può farti molto male”. 
Il servizio telefonico 1522 rappresenta lo snodo operativo delle attività di contrasto alla violenza di genere e stalking. Ponendosi alla base della metodologia del lavoro "di rete", assume il ruolo di strumento tecnico operativo di supporto alle azioni realizzate dalle reti antiviolenza locali, chiamate a contrastare il fenomeno della violenza di genere, garantendone, al contempo, i necessari raccordi tra le Amministrazioni Centrali competenti nel campo giudiziario, sociale, sanitario, della sicurezza e dell'ordine pubblico.

La Mappatura è lo strumento principale ad uso delle operatrici del call center in relazione all’offerta di risposte concrete agli utenti che si rivolgono al 1522 attraverso l’indicazione dei servizi operanti a livello territoriale I servizi della mappatura collegati al servizio di pubblica utilità 1522 sono:

Centri antiviolenza e servizi specializzati
Consultori pubblici Servizi sociali di base (dei comuni capoluogo)
Aziende sanitarie locali
Aziende ospedaliere pubbliche
Consigliere di parità
Caritas diocesane
Numeri pubblici di emergenza (112, 113, 118)

Pronto soccorso con specifici percorsi rosa per le donne vittime di violenza Associazioni di donne o servizi specializzati contro la violenza verso straniere

Servizi/sportelli per lo stalking Mappa dei centri antiviolenza e delle case rifugio in Italia

Per richiedere chiarimenti e informazioni si può inviare un'email a: violenza.po@governo.it

NEL 2025 SARÀ ENERGETICAMENTE EFFICIENTE IL 24 % DEGLI IMMOBILI IN VENDITA

La riqualificazione è la leva della ripresa del mercato immobiliare. Fra 10 anni più di un immobile su due sarà nelle prime quattro classi energetiche.

Nel 2025 il 24% degli immobili in vendita e il 21% del patrimonio immobiliare italiano sarà energeticamente efficiente. Dal punto di vista energetico il 52% delle nostre case si troverà almeno in una condizione adeguata, avendo magari subito riconversioni, profondi mutamenti strutturali o sostanziali riqualificazioni, anche ambientali e d’uso.

Secondo un’analisi condotta da Immobiliare.it in occasione del suo decimo anno di attività, è già in essere una mutazione genetica del “sistema-casa”, tanto per gli aspetti economici, quanto per l’architettura e il valore simbolico dell’abitazione nella società. La ripresa del mercato immobiliare, e il miglioramento dell’offerta, partiranno proprio da qui.

L’indagine è stata svolta dall’Ufficio Studi del portale immobiliare, primo in Italia per numero di annunci, utenti e clienti: è stato analizzato l’andamento del settore dal 2005 a oggi, con proiezioni e stime circa l’evoluzione della situazione tra un decennio, nel 2025.
Il periodo 2005-2015 è stato contraddistinto da una progressiva e per certi versi drammatica contrazione delle compravendite (passate da 858.000 a circa 500.000), da un calo generalizzato dei prezzi e, soprattutto, da una perdita di valore degli immobili (stimabile attorno al -40%).
Questa concomitanza di fattori ha contribuito alla riduzione del ritorno sull’investimento, passato dal 6,5% del 2005 all’attuale 2,5%, e ha reso gli italiani più consapevoli che il valore di un immobile non è sempre destinato ad aumentare. Le case invecchiano e la qualità della vita al loro interno, in mancanza di interventi strutturali, peggiorerà. Che il deterioramento del patrimonio immobiliare italiano sia un problema è un dato di fatto: il 47% degli immobili residenziali ha oltre quarant’anni e appena il 7% ne ha meno di dieci.

Cercare casa: cosa è cambiato
Il decennio appena trascorso è stato contraddistinto dal boom della ricerca sul web, che ha fornito maggiori opportunità e più trasparenza. Nel 2005 solo il 9% delle ricerche di una casa avveniva sul web, oggi siamo già al 63% e, secondo le stime di Immobiliare.it, nel 2025 la percentuale arriverà all’80%.
Dal 2005 a oggi si è assistito a un mutamento significativo della domanda di immobili residenziali, a partire dalla tipologia contrattuale: mentre nel 2005 il 71% di chi cercava casa puntava all’acquisto, questa percentuale è scesa oggi al 58%; in prospettiva, nel 2025 quello tra immobili in affitto e immobili in vendita si trasformerà in un vero e proprio testa a testa (44% vs. 49%).

Nei prossimi anni assisteremo all’avvicinamento della situazione italiana a quella di altri Paesi europei, come la Germania, dove i cittadini tendono a preferire la locazione.
«A determinare questo cambiamento - dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it - contribuiranno una sempre maggiore mobilità del lavoro, la difficoltà nel disporre di un capitale iniziale per investire nel mattone e un diverso modo di percepire la casa in cui si vive. Emergeranno nuove forme di coabitazione con modalità molto simili alla condivisione di auto e oggetti, già in essere in questi anni.»

Riqualificare come chiave di volta della ripresa
Se pensiamo che, nel 2015, solo il 33% degli immobili residenziali in vendita può vantare un adeguato status energetico (classi A, B, C, D), è evidente come questo dato sia un ostacolo per la ripresa del mercato immobiliare: gli immobili energivori sono quelli meno appetibili e nei prossimi diventeranno sempre più difficili da vendere; gli immobili efficienti hanno già oggi tempi di vendita più brevi (-18% rispetto a immobili oltre la classe D) e valori di mercato maggiori (+12% del prezzo richiesto).

Mentre l’Unione Europea ha richiesto a tutti i Paesi membri di impegnarsi a realizzare, entro il 2020, solo edifici a energia quasi zero (NZEB, Near Zero Energy Buildings), sugli edifici già esistenti riqualificare diventerà un imperativo categorico: da un lato per dare nuovi impulsi al mercato delle compravendite, dall’altro per offrire opportunità lavorative al comparto dell’edilizia. Senza contare che il miglioramento degli immobili già esistenti in quartieri in cui è presente una rete di servizi pubblici (strade, mezzi pubblici, ospedali, scuole…) evita la creazione di cattedrali nel deserto, e di ingigantire il cosiddetto “sprawl”, la dispersione urbana.

«Fenomeno nato negli anni Settanta e che ha caratterizzato fino agli inizi degli anni Duemila la scelta preferenziale degli italiani – spiega l’architetto Giovanni La Varra dello studio Barreca&La Varra e docente presso l’Università di Udine – la disordinata crescita delle periferie delle grandi città ha lasciato un enorme patrimonio dismesso alle frange delle metropoli. In aggiunta alla crisi dell’edilizia mista (casa-lavoro) e ai borghi in abbandono, un terzo dell’Italia si sta svuotando e assistiamo al ritorno degli abitanti dentro le città più grandi.»

La ricerca di una casa nel 2025
Cambia la città, cambia anche l’acquirente: preparato ed esigente per quanto riguarda le tecnologie della casa – che deve essere connessa, contraddistinta dalla domotica e sempre più funzionale a chi passa poco tempo fra le mura domestiche – ma spesso disorientato e ingenuo per elementi fondamentali come l’esposizione o la luminosità dell’abitazione: compra la casa senza interrogarsi sulla tipologia di immobile davvero più idonea alle proprie esigenze o senza chiedere dov’è il Nord.

Nell’impossibilità di definire un unico modello di abitazione che tutti gli italiani vorranno comprare nei prossimi anni, quel che è certo è che il mercato immobiliare ruoterà attorno alla sostituzione: con la progressiva contrazione delle vendite per investimento, gli italiani che acquisteranno casa lo
faranno al fine di sostituire la propria abitazione con una migliore, perché più grande, più luminosa, meglio posizionata o più efficiente dal punto di vista energetico.

«La sfida della ripresa del settore – conclude Giordano – sta proprio nell’offrire una risposta a questa nuova domanda abitativa, migliorando gli edifici già esistenti (cambiando, se necessario, anche la destinazione d’uso) e ripartendo ex novo laddove non ci siano gli elementi per poter ristrutturare al meglio edifici poco funzionali.»

Fonte: immobiliare.it 

lunedì 23 novembre 2015

GIUBILEO: DECALOGO PER VIVERLO IN SICUREZZA NAVIGANDO SU RETI WI-FI PUBBLICHE

Il decalogo di ESET per sopravvivere nella giungla delle reti Wi-Fi pubbliche romane ed evitare il furto dei dati personali.

Il Giubileo di Papa Francesco è ormai alle porte e la città di Roma si appresta ad ospitare milioni di pellegrini e turisti provenienti da tutto il mondo, che faranno un ampio utilizzo dei propri computer e dispositivi mobili nei luoghi di pellegrinaggio, negli hotel e nei principali punti di interesse della città. Un’occasione ghiotta questa per i pirati informatici, pronti a sfruttare la cassa di risonanza di un evento così importante per infiltrarsi nelle migliaia di reti Wi-Fi pubbliche romane e avere facile accesso ai dati sensibili di pellegrini e turisti. I ricercatori di ESET®, il più grande produttore di software per la sicurezza digitale dell'Unione Europea, hanno dunque stilato un decalogo per vivere in tutta sicurezza il Giubileo e navigare sulle reti Wi-Fi pubbliche evitando il furto delle informazioni personali e delle carte di credito:

1. Verificate l’autenticità della rete - Chiedete sempre al proprietario della rete Wi-Fi il nome esatto della rete e della password e siate molto cauti se non ci sono le password WPA o WPA2 per l’accesso protetto al Wi-Fi, in quanto ciò significa che la connessione è in chiaro. Prestate molta attenzione ad hotspot potenzialmente contraffatti che hanno nomi strettamente somiglianti a quelli ufficiali.

2. Cercate gli HTTPS - E’ importante assicurarsi che le pagine web visitate siano codificate in HTTPS, ove possibile; basta cercare il codice HTTPS all’inizio della stringa dell’URL o verificare la presenza nella stessa posizione di un segno di lucchetto di sicurezza. Questo indica che il sito web, e in particolare la pagina che state visitando, dispone di un certificato digitale valido e di un sistema aggiornato di crittografia SSL / TLS, che rende gli attacchi Man- in-the - Middle (MITM) molto meno probabili. Attenzione ai siti mobile, poiché per questi non c’è nessuna garanzia che siano in HTTPS.

3. Patch prima di partire! - L’installazione delle patch e l’aggiornamento del software su base regolare è una pratica di sicurezza indispensabile, soprattutto quando si naviga su connessioni Wi-Fi. I pirati informatici spesso approfittano dei mancati aggiornamenti per ingannare gli utenti ignari inducendoli a scaricare falsi aggiornamenti software. I ricercatori di ESET consigliano di tenere sempre aggiornati i browser ed i software antivirus per rilevare e rimuovere anche le minacce più recenti.

4. Evitate l’accesso alle informazioni sensibili tramite reti Wi-Fi - E’ buona norma non utilizzare le reti Wi-Fi pubbliche per accedere alla propria posta elettronica, al proprio sito di home banking o all’account relativo alle carte di credito.

5. Selezionate manualmente la rete Wi-Fi - Assicuratevi che i vostri laptop, smartphone o dispositivi portatili siano impostati per selezionare manualmente una rete wireless e non per una connessione automatica. Gli esperti di ESET suggeriscono inoltre di far “dimenticare” al dispositivo le reti Wi-Fi che non si utilizzano spesso, per evitare le connessioni automatiche quando queste si trovano nuovamente a portata di segnale.

6. Utilizzate una VPN - Prendete in considerazione una rete privata virtuale (VPN), uno dei modi più sicuri per navigare in Internet in maniera criptata. Le soluzioni VPN forniscono crittografia e sicurezza nelle reti pubbliche, mascherando il proprio indirizzo IP e riducendo in questo modo le opportunità di cadere nella trappola del phishing.

7. Utilizzate strumenti di sicurezza aggiuntivi - C’è ormai una grande attenzione alla privacy online e strumenti come Tor, VPNs e DoNotTrack sono diventati sempre più popolari. A proposito delle reti pubbliche Wi-Fi è possibile trovare estensioni utili a forzare la crittografia di siti web che non sono crittografati per impostazione predefinita. Questo non vi proteggerà su tutti i siti, ma su molti sarà efficace.

8. Adottate una 2FA - Abilitate l’autenticazione a due fattori, dove possibile. Il 2FA è sempre più visto come il futuro dell’autenticazione, ed è saggio abilitarlo per chiunque utilizzi un hotspot, aggiungendo un ulteriore livello di protezione.

9. Effettuate il logout quando avete concluso la sessione online - Non mantenete sempre attivo il login ai vostri account personali quando siete collegati ad hotspot Wi-Fi, perché questo potrebbe esporvi agli attacchi degli hacker. Per maggiore sicurezza, eseguite il logout da ogni sito dopo ogni sessione.

10. Spegnete il Wi-Fi se non lo utilizzate - Se volete essere al sicuro e non state utilizzando Internet è meglio spegnere il Wi-Fi, azione estremamente facile sia con Windows che con OS X; più infatti rimarrete visibili online, più attirerete l’attenzione di gente curiosa e pronta ad “importunarvi”.

domenica 22 novembre 2015

PREMIO BANDIERA VERDE ALLA FONDAZIONE SORELLA NATURA

La Fondazione Sorella Natura ha ricevuto - nel corso di una significativa cerimonia svoltasi nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, a Roma - dalla Confederazione Italiana Agricoltori l'importante riconoscimento del premio Bandiera Verde, che la Confederazione assegna a quelle realtà della società civile che hanno ben operato per la salvaguardia dell'ambiente. 

Nella foto il presidente della Fondazione Sorella Natura, Roberto Leoni, riceve il premio dal presidente della Confederazione Italiana Agricoltori, Secondo Scanavino, e dalla conduttrice dell'evento, Susanna Petruni.