venerdì 25 dicembre 2015

DA ACCORDO DI PARIGI NUOVE ESIGENZE DI INTEGRAZIONE TRA SCIENZE DEL CLIMA

Donatella Spano: “Dall’accordo di Parigi emerge l’esigenza di sempre maggiore integrazione e collaborazione trans-disciplinare tra le Scienze del clima”

“L’accordo siglato in conclusione della COP21 di Parigi lo scorso 12 dicembre rappresenta un momento di grande importanza per i negoziati sui cambiamenti climatici e per il futuro di una sfida che è senza dubbio una delle più rilevanti del nostro presente e degli anni a venire”. Donatella Spano, Presidente della Società Italiana per le Scienze del Clima (SISC) esprime un giudizio positivo sul Paris climate agreement, lo storico trattato firmato sostanzialmente all’unanimità da delegati di oltre 190 Paesi. “L’accordo rappresenta un nuovo importantissimo punto di partenza che raccoglie l’eredità di quanto di positivo è stato costruito finora e pone le basi per affrontare i cambiamenti climatici con una visione integrata che è indispensabile per produrre gli effetti positivi che la comunità internazionale auspica”, continua la Prof.ssa Spano. “In questa prospettiva, va sottolineato il modo sinergico in cui il trattato, sulla scia di quanto espresso dalla comunità scientifica internazionale e dal Quinto Rapporto di Valutazione sui Cambiamenti Climatici dell’IPCC, considera i temi della mitigazione e dell’adattamento, due pilastri irrinunciabili su cui le strategie e i piani di azione devono poggiare in maniera integrata per garantire la riduzione della concentrazione di gas a effetto serra in atmosfera e, allo stesso tempo, la limitazione della vulnerabilità dei nostri sistemi sociali, ambientali ed economici agli impatti negativi dei cambiamenti climatici che sono già in corso e che possiamo attenderci per i prossimi decenni”. 

Le scienze del clima sono chiamate con maggior forza a fornire il proprio contributo per programmare e pianificare le politiche a tutti i livelli. “I numerosi temi cui si fa riferimento nell’accordo di Parigi, i livelli di governance internazionale, nazionale e locale che vi sono richiamati, i diversi ambiti di conoscenza e di ricerca che vi sono chiamati in causa – conclude la Prof.ssa Spano – sono la prova ulteriore di come i cambiamenti climatici richiedano un tipo di ricerca scientifica che sappia ispirarsi all’interdisciplinarità, alla collaborazione tra saperi e competenze provenienti da discipline diverse e all’integrazione di esperienze e casi di studio. Sono, questi, gli stessi principi che hanno guidato la Società Italiana per le Scienze del Clima sin dalla sua nascita e che hanno ispirato la realizzazione di ‘Rome 2015 – Science Symposium on Climate’, l’evento che a poche settimane dall’apertura della COP21 ha visto numerose società scientifiche italiane collaborare insieme da visioni disciplinari diverse, portare insieme circa 160 presentazioni e oltre 300 ricercatori e produrre una dichiarazione scientifica congiunta che sollecita decisori politici, opinione pubblica, imprese e finanza a percorrere quella strada di cui l’accordo di Parigi rappresenta un inizio incoraggiante. Su questa strada c’è molto da fare e le scienze del clima sono pronte a dare il loro contributo per accrescere la conoscenza scientifica a supporto delle decisioni pubbliche e della realizzazione delle innovazioni necessarie per affrontare una sfida così urgente, complessa e importante come quella dei cambiamenti climatici”. 

Il sito della SISC – www.sisclima.it Rome 2015 – Science Symposium on Climate – www.rome2015.it La dichiarazione scientifica sui cambiamenti climatici è disponibile a questa pagina: